Alien: Romulus: L’analisi del teaser trailer

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Il teaser trailer di Alien: Romulus è stato finalmente rilasciato, consentendoci di dare un breve sguardo a ciò che ci aspetta in questa nuova storia ambientata nell’Alien Universe e portata sullo schermo da Fede Alvarez e il suo team.

Naturalmente, Alien Universe Italia ha cercato di esaminare nella maniera più dettagliata possibile questo nuovo teaser, eccovi dunque la mia analisi “frame by frame“.

La navetta "Corbelan IV"

Il teaser si apre con una scena in cui una navetta si avvicina a una stazione spaziale. Inizialmente, l’immagine appare un po’ oscura, ma aumentando l’esposizione è possibile distinguere chiaramente il nome della navetta: “Corbelan IV”. Questo dettaglio richiama alla mente la tradizione del primo film, dove i nomi della Nostromo e della Narcissus sono omaggi all’autore Joseph Conrad e ai suoi romanzi. Così, anche il nome “Corbelan” sembra essere un riferimento al romanzo di Conrad intitolato “Nostromo“, in quanto è il nome di uno dei personaggi, “Padre Corbelan“.

Inoltre, sul fianco della nave è chiaramente visibile il distintivo logo della Weyland-Yutani, suggerendo che la navetta sia di proprietà della storica mega-corporazione.

La Corbelan IV si avvicina alla stazione spaziale

La Corbelan IV si dirige verso una stazione spaziale in orbita vicino a degli anelli planetari. La struttura della stazione presenta una forma circolare, un design che ricorda un’idea esplorata in passato da Ridley Scott nel film “Prometheus” per la cosiddetta “Weyland Orbital Station“, anche conosciuta come “Weyland Wheel“. Questa stazione era stata concepita come una residenza privata di Peter Weyland in orbita attorno alla Terra, dove si sarebbe tenuto un incontro tra la dottoressa Shaw e il dottor Holloway. Tuttavia, l’idea della Weyland Wheel è stata infine scartata.

La Weyland Wheel

Come confermato dal regista Fede Alvarez, la stazione spaziale è denominata “Renaissance” ed è suddivisa in due sezioni: la “Remus” e la “Romulus“. La Remus è descritta come la parte più vecchia della stazione, caratterizzata da un design e una tecnologia che richiamano l’estetica del primo film della serie. Dall’altra parte, la Romulus è rappresentata invece come la parte più recente e avanzata della stazione, con una tecnologia che si ispira allo stile di “Aliens”.

Inoltre, sembra che “Renaissance” fosse uno dei nomi provvisori del film durante le fasi di produzione. Il titolo completo era infatti “Alien: Renaissance“.

Alvarez conferma che la Renaissance è una stazione di ricerca, ma chiarisce che non la vedremo operativa nel suo periodo migliore, e che al suo interno sono in corso delle sperimentazioni

Un corridoio della Romulus
Un corridoio della Remus

Ci spostiamo all’interno della stazione, dove inizialmente ci troviamo in un corridoio dai colori chiari e dal design più moderno, per poi passare a un corridoio più scuro, angusto e dall’aspetto più datato. Con in mente quanto detto da Alvarez, è probabile che il primo corridoio faccia parte della sezione Romulus, con le sue ampie dimensioni che mi hanno richiamato subito le atmosfere di “Isolation“, mentre il secondo probabilmente appartiene alla sezione più vecchia, Remus, con un design che ricorda gli iconici corridoi della Nostromo.

Gli interni della Nostromo

Mentre la telecamera si muove attraverso il corridoio della Remus con una ripresa lunga e lenta che evoca inevitabilmente la regia di “Alien”, si avverte un suono sinistro. Questo effetto sonoro è stato udito per la prima volta nel trailer originale del primo film della saga. Potete ascoltarlo qui sotto dal minuto 0.48.

Udiamo inoltre delle grida di terrore mescolate agli inconfondibili strilli e versi degli Xenomorfi, ripresi esattamente da quelli del film “Aliens” di James Cameron.

Tre criotubi

La ripresa si conclude su una serie di crio-tubi, suggerendo che ci troviamo sul Ponte Criostasi della stazione. Sono visibili tre crio-tubi, con un design nuovo ma familiare, di cui due sono aperti e uno è ancora chiuso. È impossibile non notare che l’ultimo crio-tubo è imbrattato di sangue.

Una schiera di Facehugger all'attacco!

Una voce pronuncia la parola “Scappa!“, e ci troviamo immediatamente nel bel mezzo dell’azione con un personaggio che fugge da una schiera di Facehugger che irrompono nei corridoi, sfondando violentemente un vetro di un portellone. Il colore dei Facehugger tende al marrone scuro, un dettaglio che richiama il Super Facehugger da Alien 3, anche se non sembra essere il caso in questa situazione. Sul portellone bianco sullo sfondo si nota poi uno dei classici simboli segnaletici introdotti per la prima volta da Ron Cobb in Alien (Semiotic Standard). La presenza di questi simboli era stata già confermata dalla prima foto dal set pubblicata da Fede Alvarez durante lo scorso Alien Day 2023.

Alcuni dettagli dei Facehugger in questa foto con l'esposizione aumentata

Si susseguono altri momenti concitati in cui possiamo dare un primo sguardo ad alcuni dei personaggi protagonisti, tra cui quello interpretato dall’attrice Aileen Wu e quello dell’attore David Jonsson. C’è la teoria che il personaggio interpretato da Jonsson possa essere un androide, ipotesi avvalorata ma non confermata dal regista Alvarez che lo descrive come un personaggio con un modo di parlare deciso e freddo.

Uno dei personaggi protagonisti interpretato da David Jonsson

Si prosegue con un’immagine disturbante, forse quella che ha attirato più attenzione in questo teaser, in cui si vede quella che sembra essere l’apparato ovopositore di un Facehugger venire estratto dalla gola di una sfortunata vittima (che sembra essere il personaggio interpretato da Aileen Wu). È interessante notare che il Facehugger in questione non sembra opporre resistenza; potrebbe essere morto?

La scena della "rimozione"

Questa scena, dalle forti letture Gigeriane, sembra infatti ispirarsi al dipinto “Erotomechanics IX” del maestro H.R. Giger che potete vedere qui sotto.

Erotomechanics IX - H.R. Giger (1979)

Dopo una scena a gravità zero, vediamo il volto dell’attrice Isabela Merced che piange di terrore da dietro un portellone. Questa scena mi ha ricordato quella di “Alien: Covenant“, in cui il personaggio di Karine grida in preda al panico da dietro il vetro del portellone dell’infermeria.

Il personaggio dell'attrice Isabela Merced nel teaser di Romulus
Il personaggio di Karine da Alien: Covenant

Si prosegue con altre scene dinamiche, tra cui una che vede la Corbelan IV venire urtata da un’esplosione che sembra provenire dai reattori della stazione Renaissance, e il momento in cui il personaggio interpretato dall’attrice Aileen Wu viene afferrato da un Facehugger sulla faccia.

Si arriva alla scena madre del teaser in cui viene rivelato il personaggio protagonista interpretato dall’emergente attrice Cailee Spaeny, nel ruolo di “Raines“. È impossibile non notare, nella regia e nell’atmosfera, l’omaggio ad “Aliens” di James Cameron, in particolare alla scena in cui Ripley esce dall’ascensore prima di raggiungere il nido per salvare la piccola Newt.

Raines nella scena finale del teaser
Ripley in Aliens di James Cameron

Notiamo che il personaggio di Raines impugna un’arma definita dal regista Alvarez come un precursore dello storico M41A “Pulse Rifle”, che abbiamo incontrato per la prima volta in “Aliens” di James Cameron. Queste le parole del regista: 

“Si tratta di un fucile ad impulsi. Devi pensare che il nostro film è ambientato decenni prima di Aliens. Quindi il fucile a impulsi, come le persone lo conoscono da Aliens, non è ancora stato inventato. Possiamo approfondire molto nel labirinto del canone, ma il fucile ad impulsi è stato inventato alcuni anni prima di Aliens. Questo è un precursore. Ma tecnicamente è tecnologia ad impulsi, quello che sta tenendo in mano.”

“Alien: Romulus” è infatti ambientato 20 anni dopo “Alien”, intorno al 2142. Come indicato nel “Manuale Tecnico” dei Colonial Marines, che come sappiamo è stato un volume di riferimento per il regista durante la produzione di “Alien: Romulus”, l’M41A diventerà il fucile standard nel Corpo dei Marine Coloniali nel 2171, 8 anni prima degli eventi di “Aliens”. Sebbene il manuale non tratti della creazione del fucile nel 2171 ma piuttosto della sua inclusione nell’equipaggiamento standard dei Marine, è corretto che in “Romulus” non si mostri l’M41A, ma piuttosto un suo precursore.

Lo Xenomorfo

Dulcis in fundo, non poteva mancare uno sguardo al nostro amato Xenomorfo, con i suoi denti metallici e la sua copiosa bava. Come potete vedere, qui sotto è presente la stessa immagine ma estremizzata dal punto di vista dell’esposizione. Questa cosa ci permette di scorgere, sulla cupola dello Xeno, quella che sembra essere una cicatrice o un taglio di qualche tipo. Come se lo sarà procurato?

Una cicatrice sulla cupola dello Xeno?

Per concludere, vorrei aggiungere che il teaser condiviso sui profili social di Instagram e TikTok della 20th Century Studios presenta quattro fotogrammi aggiuntivi rispetto a quello pubblicato sui canali YouTube. Tra questi, si evidenzia un frame in cui delle figure indossanti una specie di tute Hazmat sembrano trasportare “qualcosa” verso un portello…

I quattro fotogrammi pubblicati nel reel Instagram e TikTok

Questo teaser risulta essere decisamente ben realizzato, stabilendo i toni, le atmosfere e le ambientazioni della storia senza rivelare praticamente nulla. Quello che è certo, ed è esattamente ciò che ci si aspettava, è che “Alien: Romulus” sembra essere un film che attingerà pienamente al “meglio dei due mondi” di “Alien” e “Aliens”, offrendo così un “ritorno alle origini” ma allo stesso tempo al passo con i tempi, dove sicuramente non mancheranno sorprese e novità.

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