ESCLUSIVA – Intervista a Declan Shalvey

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Recentemente ho avuto l’opportunità di intervistare Declan Shalvey, autore e illustratore irlandese che, tra i suoi vari lavori, ha firmato diverse serie a fumetti per la Marvel Comics, come “Deadpool“, “Moon Knight” e “Thunderbolts“.

Declan ha però acquisito notorietà anche nel mondo dei fumetti dell’Alien Universe per il suo lavoro, sempre con la Marvel, sulla storia “Alien: Disgelo” (Thaw). Questa storia è stata di recente pubblicata in formato cartonato in italiano dalla Panini Comics. Shalvey è anche responsabile della trama e di una parte delle illustrazioni per il successivo volume “Alien: Descendant“, attualmente in fase di pubblicazione negli Stati Uniti.

Colgo l’occasione per ringraziare moltissimo Declan per aver trovato il tempo di dedicarmi questa intervista nonostante i suoi numerosi impegni!

Buona lettura!

Sito ufficiale: https://www.declanshalvey.com/
Pagina Instagram: https://www.instagram.com/declanshalvey/

Declan Shalvey
  • Ciao Declan! Innanzitutto ti ringrazio moltissimo per avermi concesso questa intervista per Alien Universe Italia! Cominciamo con la classica domanda di rito: ti consideri un grande fan di Alien? Se sì, qual è stata la tua prima esperienza con questo franchise?

    Onestamente, non mi considererei un grande fan; la maggior parte della mia generazione AMA la saga di Alien fin da giovane, ma io ero troppo spaventato per guardarla! La mia prima esperienza è stata vedere Alien: La Clonazione al cinema, ma ne sono rimasto molto confuso. È stato solo quando avevo vent’anni che finalmente ho avuto il coraggio di guardare i primi due film, e li ho adorati. Davvero nel mio stile, penso solo che avessi bisogno di crescere per apprezzarli.

  • Per le tue serie di Alien targate Marvel Comics hai lavorato assieme ad un nostro connazionale, Andrea Broccardo, che segue sempre la nostra community e che colgo l’occasione per salutare! Essendo tu stesso disegnatore, com’è stato lavorare con Andrea? Che ne pensi del suo stile applicato al franchise di Alien?


    Ah, non mi sorprende che tu conosca Andrea, è davvero un GRANDE fan. È stato fantastico avere la sua esperienza perché conosce così tanti piccoli dettagli in-universe, il che è stato di grande aiuto per me nel colmare eventuali piccoli vuoti che potessi avere.

    Ero molto preoccupato di trovare l’artista giusto per la serie. Volevo qualcuno capace di creare un’atmosfera che richiamasse i primi due film. Non conoscevo molto il lavoro di Andrea prima di iniziare a collaborare. Una volta visto un suo disegno di uno Xenomorfo, ho capito che avevamo trovato la persona giusta. Ma ciò che è stato ancora meglio è che credo avessimo una visione simile per quanto riguarda gli aspetti visivi, le composizioni, eccetera. Il tono era perfetto, in più lui conosce ogni singolo dettaglio di ogni macchinario e creatura in quel mondo.

  • Qui in Italia, per Panini Comics è recentemente uscito “Alien: Disgelo”, il tuo primo lavoro per la Marvel per il franchise di Alien. Come ti sei sentito nel far parte degli autori incaricati di proseguire la tradizione a fumetti di un franchise così importante come quello di Alien? Cosa significa per te contribuire alla mitologia di questo universo narrativo?

    Ho visto una foto del volume,  in edizione cartonata tra l’altro, sembra fantastico! Sono estremamente onorato di essere stato in grado di contribuire alla lore di questo universo in qualche piccolo modo. Sento che io e Andrea abbiamo creato il nostro angolo personale nell’universo e l’abbiamo reso nostro, sentendoci allo stesso tempo parte organica del vasto mondo di Alien. Ci sono delle storie incredibili di Alien che sono state raccontate e posso solo sperare che la nostra, mia e di Andrea, resistano alla prova del tempo come tante altre.

  • Come ti sei preparato per scrivere la storia di “Alien: Disgelo”? E qual è stata l’ispirazione dietro la scelta di ambientare la storia tra i ghiacci?

    Sono tornato a rivedere Alien, Aliens e anche Alien: Covenant, solo per avere un punto di riferimento più recente. Non volevo perdermi in tutti i film, volevo solo prendere appunti su ciò che ritenevo funzionasse e non funzionasse. Ho parlato anche con un paio di amici miei, fan accaniti, per ottenere un punto di vista esterno. Dopo averci riflettuto a lungo, ho elaborato una serie di “regole” per questo mondo. Mentre lavoravo su questo, l’editor Sarah Brunstad mi ha fatto notare che la creatura doveva trovarsi in ambienti nuovi e interessanti. Non so perché, ma mi è venuta in mente l’idea di un pianeta ghiacciato… soprattutto l’immagine suggestiva di uno xenomorfo nero come il petrolio nella fredda neve bianca… Ho pensato che sarebbe stata un’immagine accattivante per il lettore. Volevo sicuramente un’atmosfera più classica per la serie, così “La Cosa” (The Thing) è diventato un punto di riferimento visivo a cui facevo spesso riferimento con Andrea. C’era qualcosa di divertente nel mescolare due classici film horror per questa storia al fine di ottenere l’atmosfera che cercavo.

  • Cosa si devono aspettare i lettori italiani che leggeranno per la prima volta la tua storia?

    Una storia di tensione che si costruisce sempre di più fino a risultati esplosivi, sia letteralmente che emotivamente. Il mio obiettivo era rendere gli Xenomorfi spaventosi e ho cercato di farlo introducendo nuovi personaggi ai quali potessimo affezionarci, e credo che sia riuscito 🙂

  • In un universo come quello di Alien, secondo te qual è la cosa più difficile da rendere nel processo di scrittura di una storia?

    L’equilibrio tra l’ignoto e il familiare è fondamentale. Se si spinge troppo, si rischia di perdere il pubblico. Se si ascolta solo il pubblico, alla fine ti rimprovereranno di riproporre sempre le stesse cose. Quindi sì, con qualcosa come Alien, devi fornire al lettore abbastanza materiale in modo che si sentano nel mondo che conoscono, ma allo stesso tempo sorprenderli. Inoltre, come ho detto prima, ho creato delle “regole” per me stesso e mi sono attenuto strettamente a esse. Alla fine, stai cercando di scrivere un thriller… solo in circostanze molto specifiche.

  • Per Alien hai disegnato la regular cover e una variant dell’Annual 2023 e una variant per “Alien: Disgelo”. Ti vedremo mai alle illustrazione di una serie completa? Ti piacerebbe occuparti totalmente di una serie di Alien, sia come scrittore che come disegnatore? Mi ricordo ad esempio l’ottimo lavoro fatto da James Stokoe per Alien: Dead Orbit per la Dark Horse Comics nel 2017.

    Non credo di avere il tempo per realizzare un intero libro come ha fatto James… inoltre, osservando la quantità di dettagli che Andrea inserisce in ogni pagina, diventa intimidatorio. Tuttavia, mi sono preso in carico i compiti artistici per una sezione narrativa della nuova storia “Descendant”. Si tratta di un flashback che mostra le origini di un personaggio specifico nella storia. Sto scrivendo, disegnando e colorando questa sezione, che occupa circa un quinto dell’intera storia. È probabile che sia la cosa più vicina a realizzare una serie completa, come ha fatto Stokoe, anche se sarebbe davvero fantastico farlo.

  • Leggendo l’annual “Regicide”, da appassionato dei vecchi fumetti di Aliens della Dark Horse Comics, ho notato delle affinità con la miniserie “Aliens: Genocide”. Al di là della somiglianza con il titolo, nel fumetto vediamo una vera e propria guerra tra Xeno di ceppi differenti, come appunto in Genocide. E’ stato un omaggio voluto? E se sì, ci sono altre storie di Aliens di casa Dark Horse che ti sono rimaste particolarmente impresse?

    Non posso affermare che sia stato un omaggio deliberato, come con i film, non volevo sovraccaricare la mia mente con anni di lore di Alien, era più importante per me trovare una storia forte e autonoma. Entrambe le storie e l’Annual sono collegati tra loro, c’è un qualche tessuto connettivo con “Bloodlines” (Linea di Sangue, ndr), ma non volevo farmi intrappolare dalle storie precedenti. Posso dire che “Labyrinth” (Labirinto, ndr), “WildCATs Vs,” “Superman vs” e “Salvation” (Salvezza, ndr) sono fumetti di Alien che mi hanno lasciato un forte impatto. Evocare l’atmosfera della Dark Horse era uno dei miei obiettivi su “Disgelo”, poiché ritengo che fosse così distintamente “Alien”.

  • Negli Stati Uniti è da poco uscito il primo numero dell’arco narrativo successivo a “Disgelo”, intitolato “Descendant” sempre curato da te ed illustrato da Andrea. Ci puoi anticipare qualcosa sugli eventi narrati?

    Una sontuosa nave chiamata “The Descendant” orbita intorno a una luna che conosciamo in missione di recupero, ma non tutto l’equipaggio della nave è quello che sembra essere. Si consiglia ai lettori di “Disgelo” di non perdere questa storia. Sto anche illustrando una parte della narrazione.

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