ESCLUSIVA – Intervista a Weston Ochse

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Negli Stati Uniti e in UK, lo scorso 20 aprile è uscito per la Titan Books il nuovo romanzo originale ambientato nell’Alien UniverseAliens: Infiltrator“, presentato come titolo prequel alla storia dell’imminente videogame “Aliens: Fireteam” di casa Cold Iron Studios in uscita quest’estate per console e PC.

In occasione dell’uscita del romanzo, ho avuto l’opportunità di intervistare l’autore, lo statunitense Weston Ochse.

Ochse, oltre ad essere ormai un prolifico autore con oltre 30 romanzi pubblicati durante la sua carriera, vincitore inoltre di un Bram Stoker Award per “Scarecrow Gods” nel 2005, non è un volto nuovo nell’Alien Universe. Ochse ha infatti scritto la storia breve “Zero to Hero” per l’antologia “Aliens: Bug Hunt” nel 2017, oltre ad un’altra per l’universo Predator sempre nello stesso anno.

Ringraziando nuovamente Weston per la disponibilità, eccovi di seguito l’intervista tradotta!

  • Ciao Weston! Innanzitutto, grazie mille per avermi concesso quest’intervista per Alien Universe Italia! Cominciamo con la solita domanda di rito: ti ritieni un fan di Alien? In tal caso, qual è stata la tua prima esperienza con il franchise?

“Oh si. Sono un fan da quando mi sono seduto per la prima volta in un cinema con la mia ragazza e suo fratello quando avevo quattordici anni. Wow, che film incredibile è stato. La cosa più spaventosa che avessi mai visto!”

  • Come è iniziata la tua esperienza con “Aliens: Infiltrator” e come ti sei preparato per questo lavoro?

“Dunque, sono l’autore di più di trenta libri e il titolare del franchise mi ha contattato chiedendomi se volevo far parte del franchise di Aliens. Avevo già scritto un racconto per l’antologia Aliens: Bug Hunt, ed ero ansioso di scrivere anche qualcosa di integrale.”

  • C’è stato qualcosa in particolare che ti ha ispirato a scrivere questa storia? Forse altre storie dall’Alien Universe?

“Curioso che tu lo chieda. Ho più di trentacinque anni di esperienza militare. Una cosa in particolare sui militari è la burocrazia. Di tutti i libri che avevo letto e i film che avevo visto, non avevo ancora visto un autore catturare l’oscena burocrazia napoleonica di una stazione militare. Volevo catturarla e mostrarla.”

  • Il tuo romanzo sarà un prequel del videogame della Cold Iron Studios “Aliens: Fireteam”. Puoi dirci qualche piccolo dettaglio su come questi due prodotti saranno collegati tra loro e sei hai avuto modo di lavorare o confrontarti con il team della Cold Iron?

“Ho lavorato molto con il team di gioco. Volevamo assicurarci che l’esperienza di Aliens fosse perfetta sia per i giocatori che per i lettori. Ci siamo scambiati molte e-mail avanti e indietro, e abbiamo fatto diverse riunioni su Zoom per discutere la via da seguire.

Ero perfettamente consapevole che molti lettori avrebbero letto il libro essendo un prequel del gioco, quindi avevo due cose in mente. Uno, di creare alcuni nuovi alieni per il gioco e il franchise, cosa che ho fatto. E due, mappare l’interno della stazione in modo che chi leggerà il romanzo abbia un vantaggio e sappia dove sono le varie cose. Adoro la mappatura dei giochi e sapere in anticipo dove si trovano gli  oggetti e i mostri, non posso che aiutare in ciò!”

  • Puoi dare ai lettori qualche indicazione sulla timeline, in relazione alla saga cinematografica magari, in cui si svolgerà la tua storia?

    “Perbacco. Non lo so. È dopo la scoperta del “Black Goo”, questo è certo, perché questa sostanza appiccicosa entra in gioco molto nel romanzo.”

  • Parlando di libertà creativa, ti sono state date delle linee guida da seguire o dei paletti da rispettare dalla Titan Books o 20th Century Studios quando hai scritto la tua storia?

“Abbiamo passato alcuni mesi a pensare a come sarebbe stato il romanzo. Tra Titan, Disney, 20th Century Fox e Cold Iron, hanno tutti contribuito ai miei vari schemi. Abbiamo lavorato insieme fino a quando non sono stato in grado di creare uno schema che tutti noi volevamo e, cosa più importante, qualcosa che sarei stato entusiasta di scrivere.”

  • Hai usato qualche reference-book ufficiale del franchise per scrivere questo romanzo?

“L’ho fatto. Ho usato il “Colonial Marines Technical Manual” di Lee Brimmicombe-Wood. Che grande riferimento è stato.”

  • Cosa dobbiamo aspettarci in termini di atmosfera da questa nuova storia?

“Burocrazia dei militari x 20. Pensa ad un “The Office incontra Aliens.”

  • Qual è, secondo te, la sfida più difficile quando si scrive un romanzo ambientato nell’Alien Universe?

Restare nei binari. Questo non è il mio universo. È un universo creato da altri e io sono un ospite invitato. Mi è permesso entrare e giocare fintanto che non rompo nulla che non possa essere riparato. Altrimenti, il limite è il cielo! 


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