Alien: Covenant Origins – Recensione [Guest]

L’amico Carlo Federico, nonostante i numerosi impegni con il sito e la pagina Star Wars Libri & Comics (che invito caldamente a seguire a tutti i fan dell’universo di Star Wars), ha trovato il tempo di recensire per noi il romanzo prequel (in lingua originale) di Alien: Covenant, ovvero “Origins“, scritto da Alan Dean Foster!
A lui quindi la “parola”!

Buona lettura, e un grande grazie a CF!

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La cover del romanzo

Uscito nel settembre 2017 -in ritardo di quattro mesi dall’arrivo nei cinema di tutto il mondo di Alien: Covenant, Origins viene presentato come il prequel ufficiale dell’ultima fatica registica di Ridley Scott ambientata all’interno dell’universo da lui creato nel lontano 1979.

Disponibile in formato E-book e copertina flessibile (mass-market paperback, economico e tascabile) ed edito dalla casa editrice britannica Titan Books, il romanzo è scritto dal veterano Alan Dean Foster.
Noto scrittore di fantasy e fantascienza, i fan lo rammenteranno sicuramente per essere l’autore di tutti gli adattamenti in forma romanzata dei film di Alien (ad eccezione de La Clonazione) e del primo Star Wars del 1997.

La pubblicazione è attualmente disponibile solamente in lingua originale. Tuttavia, il lessico utilizzato dall’autore non risulta particolarmente complesso, rendendolo affrontabile anche dai meno avvezzi alla lettura in Inglese, purché disposti ad armarsi di pazienza e un buon vocabolario.

Sinossi

-Tra 2099 e 2104, più vicino a quest’ultimo-

A seguito della morte di Peter Weyland su LV-223, nel 2099 Hideo Yutani riesce a rilevare la quota di maggioranza delle industrie Weyland grazie a una cordata aggressiva, creando così la super compagnia Weyland-Yutani (annullando quindi le info di passati romanzi e fumetti, nei quali era la Yutani Corporation a essere acquistata).

Fortemente votata alla colonizzazione extramondo -anche a fronte di un pianeta Terra ormai morente a causa dell’inquinamento- il nuovo colosso indice la missione Covenant per la ricerca di nuovi mondi abitabili, che nasce e si sviluppa tra difficoltà, sinistri incidenti e rallentamenti.
La setta degli autoproclamatisi Earthsavers, infatti, si oppone con atti terroristici alla partenza della colossale nave spaziale, temendo che le missioni extramondo possano portare la nostra civiltà a incontrare esseri od organismi potenzialmente in grado di mettere a repentaglio la sopravvivenza della specie umana.
Guidati da un leader affetto da mostruose ed oscure visioni gli Earthsavers riescono quasi nell’intento di sabotare irrimediabilmente la nave.
Ma, grazie al capo sicurezza della Covenant Lopè e Rosenthal la minaccia viene sventata e la missione può finalmente cominciare con la salita a bordo del nuovo androide Walter, modello perfezionato e meno difettoso del precedente David 8 visto in Prometheus.

Cosa mi è piaciuto

Diverso dal solito

Alien, come altri franchise, soffre di una debolezza intrinseca legata alla sua natura.

Essendo il mostro extraterrestre una creatura guidata dall’istinto e non dotata di ragione, l’unica formula proponibile sarà sempre una, e una soltanto: esseri umani in fuga da loro.

La bravura di uno scrittore si quantifica nella misura nella quale lui -o lei- riesce a prendere tale semplice formula e adattarla a vicende e personaggi che risultino freschi, senza dare sensazione di già visto (vedasi, parlando di storie riuscite, La Clonazione e Prometheus).

Una soluzione che, duole sottolinearlo, spesso non si verifica, restituendo a spettatori e lettori la solita caccia fondata sul leitmotiv “prede e predatori”, condita da occasionali sprazzi di paranoia collettiva e sanguinosi massacri.

Staccandosi completamente da tutto ciò, Origins prende le distanze e riesce a raccontare una storia nel mondo dello xenomorfo senza xenomorfi, conferendo alla pubblicazione più una storia di spionaggio e controspionaggio.

Punto altamente soggettivo, la scelta è difatti risultata molto divisoria all’interno del fandom.

Introduzione ai personaggi

Tra i personaggi principali di Origins ci sono naturalmente le figure viste sul grande schermo nella pellicola del 2017.

Figure prettamente anonime durante il film (al punto che è occorso ricorrere al web al fine di identificare figure come Lopè e Rosenthal), ricevono un discreto livello di spessore che fanno acquistare valore a quelle che altrimenti sarebbero state poco più che carne da macello.

Anche Daniels, protagonista di Alien: Covenant, dimostra “del carattere” e di meritarsi il proprio posto all’interno della spedizione tra le stelle, uscendone in maniera decisamente più convincente della rappresentazione in live-action.

Un mondo credibile

Uno degli elementi meglio riusciti del romanzo è il contesto nel quale Alan Dean Foster ha calato la vicenda: una terra sanguinante per i decenni di uso indiscriminato delle risorse hanno portato a sconvolgimenti climatici globali e la scomparsa di Peter Weyland quasi dieci anni prima hanno gettato la Weyland Corporation nel caos, portandola quasi alla bancarotta.

Questi elementi e dettagli rendono più credibile il contesto nel quale si muovono i protagonisti, intenti a fermare le azioni terroristiche della setta intenzionata a sabotare la partenza della Covenant.

Bisogna infatti ricordare come la Terra non appare frequentemente nei prodotti extracinematografici a marchio Alien, pertanto qualsiasi piccolo indizio sulla situazione di essa risulta ben gradito e contribuisce ad ampliare la lore della saga.

In aggiunta vengono rappresentati diversi sprazzi della vita quotidiana del XXII Secolo, sia dei membri della sicurezza Lopè e Rosenthal che di Daniels e del marito Branson.

Cosa non mi è piaciuto

Poco Alien, molta introduzione alla pellicola

Se da un lato il romanzo eccelle dal punto di vista della creazione di un contesto vivo e credibile, dall’altro non si può evitare di segnalare come -di xenomorfi- all’interno della pubblicazione non ve ne sia praticamente traccia.
L’unico collegamento al letale organismo alieno riguarda il fatto che il leader degli Earthsavers soffre di incubi che richiamano immediatamente quanto visto nel fumetto più celebre di Verheiden, ovvero Epidemia (Outbreak) ristampato recentemente dalla SaldaPress all’interno del volume Aliens – 30° anniversario.

In quel caso le abilità telepatiche delle Regine erano in grado di evocare incubi nel sonno di alcuni soggetti particolarmente sensibili.
Un peccato che non ci sia stato un coordinamento tra produzione e casa editrice, al fine di inserire nel film almeno un rimando a quello che si sarebbe poi letto nel prequel cartaceo.

Ritmo blando

Nonostante gli sporadici momenti che spaziano dall’azione pura alle sessioni chiaramente ispirate a uno spy-movie, l’andamento generale di Origins è tutto sommato abbastanza piatto e senza momenti notevoli di sorta.

Indubbiamente la sensazione del lettore viene amplificata dalla, come già evidenziato ampiamente, completa assenza dell’antagonista della saga, il cui nome campeggia chiaramente in copertina.

La continua attesa per dei collegamenti con lo xenomorfo fiaccano l’attenzione del lettore, condannandolo ad avanzare all’interno di un romanzo che avrebbe benissimo appartenere a tutt’altro universo narrativo.

Inoltre, i personaggi conosciuti non vengono mai percepiti come realmente minacciati o in pericolo, in quanto la loro salvaguardia deve essere obbligatoriamente mantenuta al fine di giustificare le loro comparsate in Covenant.

Uscito in ritardo

Dovuto probabilmente a imprevisti editoriali, Origins è arrivato nelle librerie d’oltreoceano quattro mesi dopo l’uscita di Alien: Covenant.

Difficile suscitare l’interesse dei lettori a posteriori, queste opere hanno il maggiore appeal se rilasciate nei mesi antecedenti o, ancora meglio, in contemporanea al film.

Commento finale

Alien Covenant: Origins rappresenta l’antefatto ideale solamente ai personaggi della pellicola, niente di più e niente di meno.

A una narrazione costruita in modo credibile si addizionano dei protagonisti (membri del futuro equipaggio della missione vista sul grande schermo nel 2017) che, per minutaggio e scrittura, non erano stati delineati propriamente nel film.

Chiunque ricerchi lo xenomorfo nelle pagine del romanzo verrà profondamente deluso: non ve ne è traccia, se non per qualche fugace menzione indiretta; il romanzo è focalizzato interamente sul narrare l’avvio della spedizione della Covenant.

L’edizione mass market paperback viene promossa per la leggerezza, il dimensionamento ridotto e un prezzo decisamente contenuto. Come in tutte le edizioni in tale formato bisogna ovviamente prestare attenzione a come viene sfogliato, in quanto la costina rischia di segnarsi facilmente con un’apertura troppo forzata.

Viene tolto mezzo punto per aver rappresentato in copertina lo xenomorfo e il nome Alien a caratteri cubitali, suggerendo all’eventuale acquirente un’idea completamente errata sul contenuto della pubblicazione.

Consigliato solamente a completisti o a chi ha fortemente apprezzato il film di Ridley Scott.

Storia: 5.0

Scrittura: 6.0

Edizione: 6.5

Sensazioni: 4.0

Voto finale: 5.0


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