Aliens: Apocalisse|Recensione (Aliens #8-9)

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Nel numero 8 e nel numero 9 del mensile “Aliens” usciti il mese scorso, la Saldapress ha presentato una delle storie più lette dell’Alien Universe a fumetti di sempre, ovvero “Aliens: Apocalisse – Gli Angeli della Distruzione“, mini-serie creata da Mark Schultz e pubblicata inizialmente dalla Dark Horse Comics nel 1999 in quattro numeri. Non è la prima volta che vediamo questa storia distribuita in Italia, nel 2006 infatti, dopo che la Grifo Edizioni ne annullò l’uscita nel 2004, la Panini la presentò in un volume unico all’interno del numero 8 della collana “Dark Side” assieme ad “Aliens: Alchimia”.

Senza svelare troppi dettagli, la storia di Schultz narra le vicende di Aletto Throop, specialista in salvataggi spaziali, assoldata dalla Geholgod Institute per indagare sulla misteriosa cessazione delle comunicazioni da parte del dottor Lucien Keitel, membro dell’impresa scientifica ed ex consulente per la Weyland-Yutani, e della sua squadra, partiti per una spedizione dopo aver scoperto un oggetto orbitante con le emissioni di banda coincidenti con quelle del relitto scoperto dalla Nostromo su LV-426, la cui vicenda era già stata oggetto di interesse del dottore e della Geholgod. Arrivata a destinazione, la protagonista e il suo team capiranno però di trovarsi davanti a qualcosa di molto più terrificante: il dottor Keitel è vivo e, venuto a contatto con gli xenomorfi, basandosi su alcune sue teorie ha creato una setta venerante queste creature, ritenute dei veri e propri “angeli della distruzione” a manifestazione dell’ira divina.
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Come spesso accade nelle storie a fumetti dell’Alien Universe, anche in “Apocalisse” ritroviamo diversi cliché tipici della saga, dalla figura tosta e determinata della protagonista femminile fino alla presenza rischiosa del sintetico di turno e delle avide compagnie, ma a questo l’autore, soprattutto grazie all’ottima e ben caratterizzata figura del dottor Keitel, inserisce un contesto religioso “delirante”, una situazione già introdotta nell’universo cartaceo del franchise come nella storia “Aliens: Sacrifice” del 1993 ma qui maggiormente sviluppata. Interessante poi come la storia (e non è la prima!), uscita quasi vent’anni fa, mostri un punto in comune con il penultimo capitolo di Ridley Scott, Prometheus. Leggete e scoprirete!
7fc59c43fa8a689425-26La struttura narrativa della mini-serie presenta un susseguirsi di situazioni variegate, passando da momenti di tensione a momenti d’azione, inserendone poi altri più esplicativi legati alla visione religiosa di Keitel senza tralasciare anche qualche colpo di scena, il tutto legato assieme da un ritmo decisamente ben distribuito.
Bellissima infine la parte artistica. I disegni del veterano Doug Wheatley, in particolare la magnifica necropoli di gigeriana memoria, gli xeno e le fattezze sensuali di Aletto Throop, sono ricchi di dettagli e molto realistici, coadiuvati dai toni forse un po’ troppo chiari dei colori di Chris Chuckry, ma mai a discapito dell’atmosfera.
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Vi ricordiamo che le pubblicazioni degli spillati Aliens continuano questo mese con il numero 10 contenente i primi due episodi della serie “Dead Orbit“.
Non perdetevelo!
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